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<title>Diario di un interista</title>
<description>Le partite, i gol, i successi e le delusioni. Tutto quello che ruota intorno all'imprevedibile universo Inter raccontato per il Club neroazzurro di Parabiago. www.interclubparabiago.it</description>
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<lastBuildDate>Thu, 28 Feb 2008 16:55:30 +0100</lastBuildDate>
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<title>L'urlo di Saverio</title>
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<author>noreply@myblog.it (leomerlini)</author>
<category>Sport</category>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 16:55:30 +0100</pubDate>
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&lt;strong&gt;Stremante&lt;/strong&gt;. Anche in tv da casa Inter-Roma è stata &lt;strong&gt;una battaglia di nervi e tensione&lt;/strong&gt;, che però, quando ormai tutto – &quot;&lt;strong&gt;fuorché l’onore&lt;/strong&gt;&quot; – pareva perduto, ci ha regalato il capolavoro di Saverio Zanetti (quello con i colori nerazzurri &lt;strong&gt;tatuati sulla pelle&lt;/strong&gt;) che ha spento la tracontanza dei romanisti e ci ha fatto fare un importante passo sulla strada (ancora lunga) della &lt;strong&gt;triconferma&lt;/strong&gt;. Magnifico, entusiasmante, quasi da leggenda. Alla fine di una partita pazzesca – nella quale Crespo ha colpito due volte con &lt;strong&gt;lampi di puro splendore&lt;/strong&gt; che non sono bastati (complici un palo, la fisica quantistica e i riflessi di Doni) per mandare la palla in fondo al sacco e invece il killer Totti ha piazzato un colpo di rara velocità e &lt;strong&gt;dolorosissima&lt;/strong&gt; bellezza - l’urlo che esce dalla bocca del capitano è quello di tutti noi. Avanti, anche &lt;strong&gt;quando sembrava impossibile&lt;/strong&gt;. &lt;p&gt;In dieci da mezz’ora per l’infortunio di Maxwell &lt;strong&gt;a cambi conclusi&lt;/strong&gt;, con in campo l’inedito tridente Valdanito-Suazo-Balotelli, senza più i polmoni di Cambiasso (ma con un Vieira di &lt;strong&gt;monumentale&lt;/strong&gt; seppur poco appariscente solidità) e con il cuore di Matrix fermo ai box, i nostri manciniani hanno tenuto botta quando era necessario, grazie anche a una &lt;strong&gt;miracolosa parata&lt;/strong&gt; di piede di Julio Cesar, e poi, spinti da meravigliosi ed &lt;strong&gt;eroici furori&lt;/strong&gt;, hanno lanciato l’assalto finale, che il destro del capitano ha &lt;strong&gt;tramutato in oro&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mio papà ci credeva, io un po’ meno. Al gol di Zanetti &lt;strong&gt;ho baciato il televisore&lt;/strong&gt;, l’ultima volta era successo al gol di Stankovic nel derby vinto poi 4-3 a fine 2006 (e in quell’occasione avevo pure fatto cadere lo &lt;strong&gt;sventurato apparecchio&lt;/strong&gt;). Speriamo porti bene.&lt;/p&gt;
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<title>La nostra Età dell'Oro</title>
<link>http://icparabiago.myblog.it/archive/2008/02/26/la-nostra-eta-dell-oro.html</link>
<author>noreply@myblog.it (leomerlini)</author>
<category>Sport</category>
<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 20:20:00 +0100</pubDate>
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&lt;p&gt;&lt;span xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;verdana,geneva&quot;&gt;Eccoci qui di nuovo. A festeggiare i &lt;strong&gt;45 anni&lt;/strong&gt; della militanza nerazzurra del nostro Club e un’Inter che, ormai da due anni, sta dominando il campionato e oggi sogna l’impresa in Champions per &lt;strong&gt;cancellare l’amarezza&lt;/strong&gt; della notte di Liverpool. Eccoci qui, e mi rendo conto che questi anni rappresentano per me e per la mia generazione – quella nata più o meno in contemporanea con &lt;strong&gt;l’ultima finale&lt;/strong&gt; giocata (e persa) in Coppa dei Campioni – l’età dell’oro dell’interismo, la nostra Grande Inter. Ma quanta fatica per arrivare fino a qui... per noi cresciuti nel mito di &lt;strong&gt;Altobelli e Rummenigge&lt;/strong&gt; (e qualcuno provava affetto pure per Garlini, il bomber venuto da Cesena con un bagaglio di rovesciate) che abbiamo vissuto la breve stagione di vittorie dei tempi di &lt;strong&gt;Trapattoni e di Matthaus&lt;/strong&gt;, che aveva pure la faccia sbarazzina di Berti e quella monumentale di Beppe Bergomi. Poi gli anni bui del Milan di Sacchi e Capello e le profonde delusioni dei Bergkamp, passato &lt;strong&gt;da campione a tacchino&lt;/strong&gt;, e dei Roberto Carlos, mandato via e poi perennemente rimpianto. Anni difficili, con quelle maglie azzurrine con sponsor Fiorucci e in campo gente simpatica come &lt;strong&gt;Fontolino o Centofanti&lt;/strong&gt;, che però non ha lasciato un gran segno nella storia...&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;verdana,geneva&quot;&gt;Abbiamo sperato (“&lt;strong&gt;Ballammo una sola estate&lt;/strong&gt;” direbbe qualcuno) quando il pelato &lt;strong&gt;Ronaldo&lt;/strong&gt; ci ha illuso e fatto sognare. Ma la coppia Iuliano&amp;amp;Ceccarini prima e la finale dei Mondiali 1998 poi ci hanno spento le illusioni.&amp;nbsp;Però &lt;strong&gt;la finale di Uefa&lt;/strong&gt;, giusto un mese prima che Ronnie scendesse la scaletta dell’aereo come se avesse 100 anni, resterà una perla indimenticabile, anche perché sigillata da &lt;strong&gt;Zamorano e Zanetti&lt;/strong&gt;, due che la maglia nerazzurra ce l’avevano, e Saverio (ma forse pure Ivàn) ce l’ha ancora, &lt;strong&gt;tatuata sulla pelle&lt;/strong&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span xml:lang=&quot;IT&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;verdana,geneva&quot;&gt;Bobo Vieri è stata la presenza costante degli anni a cavallo del Millennio, e il giorno che mi sono sposato a guidare il nostro attacco ci stava lui, &lt;strong&gt;fiero e scostante&lt;/strong&gt; come al solito. Certo, che cosa ci ricordiamo di quel periodo? L’orrendo 5 maggio, la frustrazione, le feste di una Juve che poi abbiamo scoperto &lt;strong&gt;spinta non solo dalle proprie gambe...&lt;/strong&gt; E’ stato un brutto colpo, seguito poi dalla tremenda&amp;nbsp;semifinale di Champions del 2003, persa solo per il sorteggio che ha stabilito che avremmo giocato il derby d’andata in casa e non in trasferta e quella palla di Kallon che &lt;strong&gt;è uscita di un millimetro&lt;/strong&gt; (almeno così mi è parso dalla tribuna ma qualcosa mi dice che forse non è stato proprio così) me la sogno ancora. Insomma, una vita difficile che ha visto pure le vergogne del motorino sugli spalti, dei seggiolini bruciati con l’Alaves e i petardi a Dida. &lt;strong&gt;Basta&lt;/strong&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span xml:lang=&quot;IT&quot; style=&quot;font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'&quot; lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;verdana,geneva&quot;&gt;Adesso è il nostro momento. Mancini il nostro Herrera e &lt;strong&gt;scegliete voi gli altri accostamenti&lt;/strong&gt;. Per la leggenda ci manca ancora il tassello europeo, per il quale tutti siamo in trepida attesa. Io sarò là, al mio solito posto al primo anello verde, pronto a dare una mano, almeno in termini di voce ed entusiasmo. Il resto sarà storia, &lt;strong&gt;speriamo memorabile&lt;/strong&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
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<title>CAMPIONI D'ITALIA!!!</title>
<link>http://icparabiago.myblog.it/archive/2006/07/27/campioni-d-italia.html</link>
<author>noreply@myblog.it (leomerlini)</author>
<category>Sport</category>
<pubDate>Thu, 27 Jul 2006 10:32:41 +0200</pubDate>
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Come dire, quando meno te l&amp;#39;aspetti a volte tra capo e collo ti cade pure una buona notizia. E che notizia: &lt;strong&gt;INTER CAMPIONE D&amp;#39;ITALIA&lt;/strong&gt;!!! Con tutte le attenuanti che volete, con tutti i distinguo del mondo, con tutte le precisazioni doverose, ma la sostanza è una sola: dopo 17 anni (ai tempi del gol di Lothar contro il Napoli avevo &lt;strong&gt;la metà degli anni che ho oggi&lt;/strong&gt;!!!!) possiamo di nuovo pronunciare la parola &lt;strong&gt;SCUDETTO&lt;/strong&gt;. E allora &lt;strong&gt;evviva evviva evviva&lt;/strong&gt;. Prima di tutto &lt;strong&gt;Massimo Moratti&lt;/strong&gt;, deriso per anni dai mediocri portavoce di un &lt;strong&gt;berlusconismo da quattro soldi&lt;/strong&gt; che vede solo nel successo la misura del valore e della dignità delle persone, e che oggi trova &lt;strong&gt;finalmente premiata&lt;/strong&gt; la sua passione, la sua faccia pulita, la sua &lt;strong&gt;signorilità&lt;/strong&gt;. Tre hurrà per lui!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi i giocatori che hanno vissuto il dramma (sportivo ovviamente) del &lt;strong&gt;5 maggio&lt;/strong&gt; e che hanno dovuto fare i conti con le ire dei tifosi (a volte motivate, &lt;strong&gt;a volte meno&lt;/strong&gt;) e le frustrazioni per le vittorie che non arrivavano. &lt;strong&gt;Zanetti, Materazzi, Toldo, Cordoba&lt;/strong&gt;: a loro un affettuoso abbraccio. Stesso giusto premio anche per &lt;strong&gt;Mancini&lt;/strong&gt;: in due anni quattro trofei, una densità di vittorie che potrebbe anche &lt;strong&gt;causarci un&amp;#39;indigestione&lt;/strong&gt;, visti i ritmi cui ci eravamo tristemente abituati negli ultimi tempi. Ma, ve l&amp;#39;assicuro, la fame &lt;strong&gt;non si è certo placata&lt;/strong&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi questo strano Scudetto è anche per noi &lt;strong&gt;tifosi comuni&lt;/strong&gt;. Anni di sofferenze a San Siro, frustrati dalla malasorte e dagli errori dei nostri, derisi da milanisti e juventini, beccati &lt;strong&gt;pure dagli ultrà nostrani&lt;/strong&gt; perché colpevoli di &lt;strong&gt;amare davvero la squadra&lt;/strong&gt;. E se qualcuno oggi non è contento di questo titolo a tavolino, liberissimo di farlo, ma &lt;strong&gt;non venga a rovinarci questa piccola gioia&lt;/strong&gt;. L&amp;#39;abbiamo sudata parecchio, e adesso ce la meritiamo. Perché nelle regole dello sport se i primi barano vincono gli altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
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<title>Quest'Italia che un po' mi disgusta</title>
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<author>noreply@myblog.it (leomerlini)</author>
<category>Sport</category>
<pubDate>Wed, 07 Jun 2006 08:41:56 +0200</pubDate>
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Arrivano i Mondiali, che sono una festa di colori, bandiere, calcio che ancora riesce (ogni tanto) a far sognare. Arrivano i Mondiali e arriveranno, statene sicuri, quei gol che Adriano - dato per favorito al titolo di capocannoniere dietro a Ronaldo - ha lesinato all&amp;#39;Inter in tutta la scorsa stagione. Arrivano i Mondiali e noi, che abbiamo dentro la passione del gioco, ci troviamo di fronte l&amp;#39;Italia dei Cannavaro e dei Buffon, dei Lippi e dei Camoranesi. Che tristezza. Lo scandalo legato al nome di Moggi non ha fatto muovere una foglia intorno alla nazionale, eppure le persone coinvolte non mancano, a partire dal capitano. Per l&amp;#39;amor del cielo, presunzione di innocenza fino a prova contraria, però anche un minimo di decenza in più non avrebbe guastato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, lo dico con rammarico, da questa squadra non mi sento rappresentato. E anche se il buon Materazzi si ritaglierà spazi da titolare - meritati, checché ne dicano i suoi saccenti detrattori, forse non proprio disinteressati - non credo che questa volta il mio cuore palpiterà per la maglia azzurra. Meglio l&amp;#39;Argentina di Cambiasso e Cruz (ma perché non c&amp;#39;è Zanetti????) o il Ghana o la Serbia di Deki Stankovic o il Portogallo dell&amp;#39;Idolo Figo. Ma Cannavaro no. Basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
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<title>Un anno lungo un post</title>
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<author>noreply@myblog.it (leomerlini)</author>
<category>Sport</category>
<pubDate>Mon, 22 May 2006 15:50:18 +0200</pubDate>
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E&amp;#39; passato un anno dall&amp;#39;ultima volta che ho scritto in questo blog e, apparentemente, nulla è cambiato. La nostra amata Inter ha sconfitto ancora la Roma nella finale di Coppa Italia, la Juventus ha finito il campionato davanti a tutti, il Milan per i secondo anno consecutivo non ha racimolato trofei. Sotto questa apparenza gattopardesca però sta bollendo un fiume di lava che potrebbe spazzare via più di un protagonista del calcio italiano e, chissà, forse ridisegnare la geografia del pallone nostrano. Senza entrare nel merito di tutto ciò che si riferisce al &amp;quot;calciogate&amp;quot;, credo che qui sia utile focalizzarsi soprattutto sull&amp;#39;Inter e su una stagione che, nonostante il bis di successi, è stata giudicata da molti fallimentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente - lo avevate intuito? - dissento da questa lettura, non tanto perché dalle inchieste in corso su Moggi e C. potrebbe uscire una classifica diversa (anche moralmente oltre che sportivamente), ma perché continuo a pensare che, siccome nello sport vince uno solo, non è possibile considerare tutti gli altri dei falliti. L&amp;#39;Inter di quest&amp;#39;anno ha, a mio parere, espresso un buon calcio per gran parte della stagione, ha raccolto alcuni successi di prestigio e, lo ribadisco, ha messo in bacheca sia la Supercoppa che la Coppa Italia. Certo, la nottataccia di Champions contro il Villarreal è stata una parentesi disastrosa che non può non incidere sul giudizio complessivo sulla stagione, ma resta pur sempre una partita singola nella quale - mi perdoni Lapalisse - può sempre succedere di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, a mio modo di vedere, non c&amp;#39;è delusione che giustifichi tifosi che se ne vanno nel momento in cui la squadra riceve la Coppa Italia a San Siro. Se era questo l&amp;#39;intento forse era meglio non venire del tutto allo stadio, tanto la vittoria non interessava... Comunque sia, tanti tifosi normali hanno festeggiato la squadra e continuo a credere che sia da queste persone, dal loro sincero affetto per la squadra, che l&amp;#39;Inter può ripartire nella corsa ai trofei più prestigiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensando in termini positivi - cosa che credo faccia bene anche alla vita nel suo complesso, non solo al tifo calcistico - mi pare di poter dire che della scorsa stagione ci ricorderemo del derby d&amp;#39;andata, chiuso dall&amp;#39;unico vero acuto di Adriano in una bolgia di gioia; della classe di Luis Figo, che io considero il giocatore più forte arrivato all&amp;#39;Inter dai tempi di Matthaus; dello straordinario gol di Stankovic contro l&amp;#39;Ajax; della presenza costante e discreta di Julio Cruz, unica star in un attacco che è apparso quasi sempre molto deludente. E poi il colpo agostano di Veron al Delle Alpi, la straordinaria prestazione contro la Fiorentina a San Siro, il gol capolavoro di Cambiasso nella finale contro la Roma. Insomma, qualcosa da salvare c&amp;#39;è. E su questo qualcosa si può ricominciare a costruire (e, speriamo, a sognare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
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<title>COPPA ITALIA!!!!</title>
<link>http://icparabiago.myblog.it/archive/2005/06/22/coppa-italia.html</link>
<author>noreply@myblog.it (leomerlini)</author>
<category>Sport</category>
<pubDate>Wed, 22 Jun 2005 13:33:37 +0200</pubDate>
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E alla fine il tanto successo è arrivato. Non è la Champions o lo Scudetto, però anche la piccola Coppa Italia è motivo di gioia e di soddisfazione. Viverla a San Siro, poi, ha reso ancora più emozionante la festa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un finale di stagione molto positivo, macchiato solo dall&amp;#39;inqualificabile epilogo del derby di Champions, una vergogna che a certi ultrà non intendo perdonare, l&amp;#39;Inter ha saputo chiudere in bellezza un&amp;#39;annata per molti versi positiva, ma che dopo i petardi e l&amp;#39;euro figuraccia avrebbe potuto prendere ben altra piega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi mi godo la coppetta, e sorrido ripensando all&amp;#39;ultima volta che l&amp;#39;Inter se l&amp;#39;era aggiudicata: andavo ancora alle elementari!!! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima che il calciomercato ci catapulti nella frenesia delle fantasticherie sulla prossima stagione, voglio abbracciare tutta la squadra e ringraziarla per le tante emozioni che, anche quest&amp;#39;anno, ci ha fatto vivere. Da fine agosto sarei lietissimo di provarne anche qualcuna meno, pur di vedere l&amp;#39;Inter vincere di più... ma credo che su questo siamo tutti d&amp;#39;accordo.&lt;br /&gt;FORZA INTER!!!!&lt;br /&gt;
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<title>Il dovere di provarci</title>
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<author>noreply@myblog.it (leomerlini)</author>
<category>Sport</category>
<pubDate>Mon, 11 Apr 2005 15:56:40 +0200</pubDate>
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Novanta minuti per una rimonta che rasenta l&amp;#39;impossibile e che solo l&amp;#39;inimmaginabile propensione degli interisti alla speranza (poi spesso delusa) riesce ancora ad ammantare di fascino possibilista. &amp;quot;Non è finita&amp;quot; mi ripeto da mercoledì sera, e forse domani prima del fischio di inizio ne sarò anche convinto. Però rimane la sostanza di un&amp;#39;impresa di titanica difficoltà, con probabilità di successo - dobbiamo purtroppo essere sinceri - che rasentano lo zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre partite contro il Milan quest&amp;#39;anno e neppure un gol all&amp;#39;attivo. Due sconfitte nell&amp;#39;intera stagione ed entrambe contro i rossoneri. Quattordici punti di differenza in classifica e il peso dell&amp;#39;eliminazione già patita due anni fa. I numeri sono tutti contro di noi e anche l&amp;#39;auspicato ritorno di Adriano non può, da solo, rappresentare la soluzione di tutti i nostri mali. Eppure. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partire già sconfitti non avrebbe senso, né fare del disfattismo preventivo. Purtroppo le due fatali inzuccate di Stam e Shevchenko non possiamo più cancellarle e quindi, da bravi nietzscheani, non ci resta che fronteggiare senza paura l&amp;#39;immenso ostacolo. I conti li faremo alla fine. Rimonte da 0-2 le ricordiamo tutti, tanto in positivo (Aston Villa, Strasburgo), che in negativo (Real Madrid o, peggio Bayern Monaco). Dunque se esiste una sola possibilità - e esiste - abbiamo il dovere di provarci, credendoci con tutte le forze fino all&amp;#39;ultimo. &lt;br /&gt;
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